venerdì 24 dicembre 2021

Il brutto anatroccolo

 Il brutto anatroccolo

Stava ben accucciata, rattrappita, in quella scatola calda ma stretta, liscia e tonda. Ed ecco che iniziò a screpolarsi, e lei finalmente vide la luce: la luce, l’acqua verdeazzurra, i  pesci colorati guizzanti dentro e fuori, l’erba  le foglie e i fiori, e gli uccelli canterini. Meraviglia! Ed ecco intorno a lei splendidi esseri candidi danzanti, lucenti e eleganti, collo lungo e sinuoso, ali piumate ampie e setose come abiti da sera. Posso stare con voi, in mezzo a tanta bellezza?

I cigni si avvicinarono e la osservarono da capo a piedi. Scrollarono il capo, con espressione corrucciata. E in un attimo scivolarono via, seguendo il corso del fiume. 

Perché non mi volete? Perché non sono bella? Perché non sono come voi?

Cercò il suo guscio, per infilarsi dentro e tornare a dormire. Dov’era finito mai? Mentre scandagliava le acque si vide, vide la sua immagine riflessa. Uno splendido cigno nero.

Quel mondo così bello e colorato non era per lei. Tornò a cercare il suo guscio. Si accorse che una rana gialloverde  si era avvicinata, e la osservava seduta su una pietra. Con il suo gracidare aveva convocato una trota argentata, un castoro e una biscia dal collare. Applaudirono tutti, con zampe e code, il bellissimo cigno nero.



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